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Agency

Ritorna alla pagina di: Il corpo e la macchina "Il sociologo Antony Giddens, alla fine degli anni ’80, fu il primo a diffondere il termine agency con il suo Central Problems in Social Theory (1979), assieme a sociologi ed antropologi quali Pierre Bourdieu e Marshall Sahlins. L’analisi di Giddens e degli altri studiosi mirava appunto ad approfondire i nessi tra l’agire individuale e la struttura sociale, individuando le due dimensioni come reciprocamente costitutive. Sherry Ortner (1996) definì questo programma di studi “Teoria della pratica” (Aiello e Sibilio, 2018). Oggi l’agency più che “un portato ontologico degli individui [è] ciò che emerge nella relazione tra agenti” (Santi, 2018), va vista in una prospettiva eco-logica (Emirbayer & Mische, 1998) “come fattore del più ampio sistema di relazioni”  (Aiello, 2018). Sul signficato attuale del termine agency, si veda Laura M. Ahearn (2002) e Aiello P. e Sibilio M. (2018). "Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ann...

Semplessità

[ indice ] Semplessità di A. Berthoz, libro affascinante e pieno di suggerimenti che permettono di connettere molte delle intuizioni in vari settori.  Alcuni passaggi chiave. "Dal mio punto di vista la semplessità consiste in questo insieme di soluzioni trovate dagli organismi viventi affinché, nonostante la complessità dei processi naturali, il cervello posa preparare l'atto e anticiparne le conseguenze" (XI) e ancora: "Senza dubbio ogni qual volta che il nostro cervello anticipa un'azione compare uno stato differente. E come la percezione è sempre simulazione di un'azione nel mondo, la percezione cosciente è sempre un'anticipazione di un qualche evento che si produrrà nel mondo, a prescindere dal fatto che l'evento sia prodotto dal soggetto percepente oppure no. La coscienza non è la coscienza di quello che facciamo, visto che abbiamo coscienza dopo aver anticipato. Io dico che siamo coscienti di qualcosa che anticipiamo" (173). Ma quali sono l...

habitus e professionalità

Un tempo l'habitus del docente era determinato dalla efficacia delle routines. I valori era costanti nel tempo e non sempre vi era una costanza tra valori e efficacia. la coerenza delle routines e del modo d'essere del docente ne garantiva l'efficacia. Oggi la professionalità è data dalla coerenza tra vsalori e procedure. alcuni riferimenti teorici cambiano e richeidono al docente di modificare "in tempo reale" le procedure. L'efficacia non è data dalla regolarità delle routine, ma dalla coerenza tra principi e procedure e dalla capacità di modificare le seconde in funzione dei cambiamenti delle prime. Cambia il concetto di habitus che va a indicare come il docente sa riadattare le proprie routine, le procedure che utiliza in base al contesto. La flessibilità diviene una caratteristica fondamentale dell'habitus. Contemporaneamente oggi riprendere il principio ologrammatico di Morin in riferimento all'habitus richiede l'esplicito riferimento all...