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Il dispositivo

[ progettazione come azione ] Ritorna alla pagine indice di "IL CORPO E LA MACCHINA" 1) Il dispositivo P. Magnoler 2009 in P.G. Rossi Tecnologie e costruzione di mondi Armando LINK 2) Il dispossitivo P. G. Rossi 2011 in P.G Rossi Didattica enattiva Franco Angeli LINK  3) Il dispostivo P. G. Rossi 2019 in P.C. Rivoltella, P.G. Rossi Il corpo e la macchina Morcelliana  LINK

Micro e macro in Merleau-Ponty

Mentre attraverso Place de la Concorde e mi credo preso per intero da Parigi, posso fissare gli occhi su una pietra del muro delle Tuileries: allora la Concorde scompare e non c’è più che questa pietra senza storia; posso ancora perdere il mio sguardo in questa superficie granosa e giallastra e la pietra stessa scompare, resta solo un gioco di luce su una pietra indefinita. La mia percezione totale non è fatta di queste percezioni analitiche, ma può sempre dissolversi in esse e il corpo che attraverso i miei habitus assicura il mio inserimento nel mondo umano, non lo fa appunto se non proiettandomi anzitutto in un mondo naturale che traspare sempre sotto l’altro, come la tela sotto il quadro e gli dà un aspetto di fragilità. (Merleau-Ponty, 383)

Ambiguità e terzo spazio

[ Progettazione come azione simulata ]  Ritorna alla pagina di: Il corpo e la macchina Merleau-Ponty (2003) parla di ambiguità per definire la presenza di logiche differenti e inseparabili che grazie alla loro interazione permettono l’esistenza del sistema. L’ambiguità deriva dal dialogo ricorsivo tra i diversi. Nel dialogo i diversi non perdono la loro specificità, né la superano in senso hegeliano.  Il diverso rimane diverso e proprio in quanto tale dialoga e porta un contributo al sistema. Diversità e inseparabilità tra corpo-vivente/vissuto/proprio (Leib) e corpo-cosa/oggetto (Körper), tra sensazione e percezione, tra percezione e azione, tra anima e corpo o, come si direbbe oggi, tra corpo e mente fondano l’ambiguità. L’ambiguità non è pertanto coesistenza del diverso, ma esistenza stessa del vivente: “le diverse parti del mio corpo, i suoi aspetti visivi, tattili e motori non sono semplicemente coordinati” (ivi, 213); “l’ambiguo è essenziale all’esistenza umana...

Incorporato/Embodiment

[ Progettazione come azione simulata ]  Il tema riveste oggi molto interesse e si presta a varie letture. Centrale soprattutto per chi si interessa di insegnamento e apprendimento. Sto riflettendo da tempo sul tema per dare risposta ad un'affermazione abbastanza comune oggi: il corpo conosce. Il significato mi appare ancora sfuggente e sto cercando di approfondire. Provo a descrivere un possibile percorso di studio e per ogni punto inserirò delle pagine. Sono interessato a tutti i commenti e i suggerimenti di chiunque fosse interessato alla questione. 1. Mente, corpo mondo 1a. Merleau-Ponty. Il punto di partenza sono le ricerche di Merleau-Ponty. In particolare l'ambiguità del corpo, il suo ruolo nella conoscenza. 1b. Varela e l'enattivismo 1c. Luisa Damiano, Unità in dialogo. Un nuovo stile per la conoscenza. 1d.  The embodied mind: Cognitive science and human experience.  Varela F.J., Thompson E., Rosch, E. (1991), . Cambridge: MIT Press.  This is the basic book fo...

Bio-education, simplexity, neuroscience and enactivism. New perspectives for education?

E' uscito il numero 4/1 di Education Sciences & Society sul tema: Bio-education, simplexity, neuroscience and enactivism. New perspectives for education? curato da Pier Cessare Rivoltella, Maurizio Sibilio e Pier Giuseppe Rossi. Presenta contributi di alcuni autorevoli autori italiani (oltre ai curatori Eliana Frauenfelder, Gianluca Bocchi, Luisa Damiano,   Paola Aiello, Lorella Giannandrea, Patrizia Magnoler, Catia Giaconi, Nadia Carlomagno) e di ricercatori stranieri tra cui Jerome Proulx, Elaine Simmt, A. Begg, German Poizat, Deli Salini, Marc Durand, Maria Beatriz Rodrigues, Simone Aparacida Capellini. Il numero presenta anche una vasta bibliografia del tema e molti dei testi recensiti sono connessi alla problematica trattata. Il convegno "Traiettorie non lineari" ( link ) tenutosi a Salerno l'8 e 9 novembre 2012 aveva aperto il confronto tra alcune prospettive teoriche (Enattivismo, Semplessità, Neuroscienze e Bio-educazione) definite da Elis...

L'agire didattico. Manuale per l'insegnante.

E' appena uscito il testo "L'agire didattico. Manuale per l'insegnante" a cura di Pier Cesare Rivoltella e Pier Giuseppe Rossi. E' un'opera collettanea che raccoglie contributi di 22 colleghi di 18 università italiane. E' un manuale ma ha esprime anche l'ambizione di connettere la tradizione scientifica di un settore disciplinare  che potremo definire con il termine inglese education con orizzonti nuovi che si aprono sul versante della didattica. Sono gli orizzonti post-costruttivisti, orizzonti tutti da esplorare. E' possibile oggi annusare la presenza di un nuovo paradigma, ma l'elaborazione non è che all'inizio, così come una significativa sintesi. Non è un caso che la terza parte del manuale sia dedicata alla professionalità docente. Il manuale è composto da un testo di cui inserisco l' indice e da un sito web che contiene un glossario, schede autori e schede teorie e ampi approfondimenti delle tematiche affrontate nel cartaceo ...

Appunti di lettura - Unità in dialogo (Luisa Damiano)

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[ Progettazione come azione simulata ]  Il primo di una serie di post frutto della lettura del testo di Luisa Damiano - Unità in dialogo (Mondadori, 2009). Un testo molto interessante per due motivi:  - la cura, la profondità e la completezza con cui approfondisce le radici dell'enattivismo e descrive in particolare la proposta di Varela, evidenziandone la concezione tuttora rivoluzionaria;  - le indicazioni "rivoluzionarie" per un nuovo modello di conoscenza e per un approccio costruttivista alle neuroscienze, che l'autrice costruisce connettendo l'enattivismo di Varela alle recenti conquiste delle neuroscienze. I temi che amplierò nei 5 post: 1. le ricerche pioniere in campo biologico e cognitivo (vedi sotto); 2. autonomia e azione ; 3. embodied mind, neuroni specchio e simulazione ; 4. il superamento di oggettivismo e soggettivismo ; 5. contro il computazionalismo . Mi scuso per le semplificazioni. Sono appunti di lettura, strumenti di lavoro personali c...

Evento e co-emergenza

Quando insegnavo ad Udine avevo richiesto agli studenti di osservare nei tirocini di Formazione Primaria (nelle classi) quali eventi avvenissero e come si comportassero gli insegnanti. Per eventi si intende tutto quello che di imprevisto accade, tutto quello che il docente non aveva pensato potesse accadere quando ha progettato il percorso. Sono eventi, ad esempio, le affermazioni o le domande degli studenti non pensate dal docente e che richiedono di esaminare da un'altra prospettiva la proposta didattica, una qualche avvenimento che stravolge il fluire delle lezioni, un evento atmosferico o altro ancora. Tutto ciò può modificare il precedente punto di vista del docente. Questo può fare finta di nulla, dare risposte poco significative pur di dare risposte, attivare un processo di riorientamento della lezione o del percorso futuro. Tipo: "Domanda interessante. Domani la riprendiamo e approfondiamo". Oggi a 10 anni di distanza ripropongo da altra p...

Le competenze a scuola?

Segnalo un libro che apparirà in febbraio 2013 presso  De Boeck ( link ) in cui si mette in discussione che sia possibile parlare di competenza tout court nel mondo scolastico, essendo un termine che nasce nella formazione professionale e si lega all'azione e all'identità. Copio la descrizione della presentazione. Ces deux dernières décennies, de nombreuses réformes curriculaires se sont inscrites dans une perspective de développement de compétences.  Cependant, aujourd’hui, l’ambiguïté de plusieurs d’entre elles font qu’elles sont rejetées par les enseignants.  Confusions et glissements conceptuels font que compétences et objectifs y sont superposés.  Plus qu’un paradoxe, c’est une contradiction qu’à raison les enseignants refusent. Pour les auteurs de cet ouvrage, la compétence n’est pas réellement un objet curriculaire.  Issue des théories de l’action, elle se développe par l’action d’une personne, ou d’un collectif de personnes, en situation. ...

Caos o necessità?

Segnalo un articolo di oggi 30 ottobre sul sole 24 ore ( articolo ) con un'intervista a Paul Auster che si interroga sulla relazione tra caos e libertà ed evidenzia il ruolo delle relazioni tra gli stessi. Come dire (ma questo è una mia riflessione) gli incontri sono casuali, input esterni, ma l'effetto dipende poi anche dal soggetto.

Reificare i concetti

Se per i cognitivisti il focus è descrivre i processi mentali e le strutture cognitive con cui si risolvono tipologie di situazioni problematiche, il tentativo è quello di arrivare alla descrizione della scatola nera. Quello che sta avvenendo ora - mi riferisco alla virtualità, alla elicitazione di modelli secondo Lesh e Doerr, all'embodiment - sembra proporre un approccio semiotico all'apprendimento e alla consocenza. I processi sono reificati in oggetti "fisici", in artefatti concettuali, che non solo supportano, ma sono un dare corpo al processo. La virtualità sembra permettere un corpo ai concetti perché permette un'azione con essi, favorendo la manipolazione e il gioco: si pensi alle mappe e ai vari strumenti in cui il concetto viene visualizzato, preso e modificato. Riprendere il concetto di modello.

apprendimento

Sto leggendo il testo di Maturana su autopiesi. Pur essendo di 30 anni fa mi sembra freschissimo. Alcuni concetti: il comportamento linguistico e' un comportamento orientante, prevale il connotativo sul denotativo, l'apprendimento come processo di auto trasformazione favorito dall'orientamento nel dominio cognitivo nelle interazioni, la descrizione mediante la quale un organismo diventa auto-cociente.