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La resilienza: il progetto DIMoR

[ indice ] (da ahmed Shafi, A., Templeton, S., Middleton, T., Millican, R., Vare, P., Pritchard, R. et al. (2020). Towards a dynamic interactive model of resilience (DIMoR) for education and learning contexts. Emotional and Behavioural Difficulties, 25(2), 183–198. I vari modelli sulla resilienza di Daniel et al., Bronfenbrenner, Ungar e Downes hanno ciascuno aggiunto e sviluppato la nostra comprensione della resilienza situata in determinati contesti e hanno portato al nostro modello che, inoltre, attinge alla teoria della complessità. Presentiamo una rappresentazione della resilienza che considera sia le singole agenzie che la gamma di sottosistemi complessi di cui 6 A. AHMED SHAFI ET AL l'individuo è una parte. È probabile che la gamma di sottosistemi interagenti (reciproci) rifletta il contesto particolare, il dominio e le condizioni temporali del sottosistema individuale come suggerito da Ungar attraverso i suoi concetti di equifinalità, impatto differenziale e moderazione cul...

Colloquio clicnico

[ indice ] Lo strumento principe per far emergere ciò che gli studenti pensano  è il “colloquio clinico” ovvero un colloquio non valutativo e non informativo durante il quale il docente pone una serie di domande allo studente, apparentemente neutre, grazie alle quali lo studente esplicita idee che possiede sull’argomento e di cui spesso non aveva consapevolezza. La domanda iniziale può essere anticipata da un video, da un’immagine o dalla narrazione di una situazione, e si chiede allo studente di descrivere o spiegare la situazione. Strutturare la domanda iniziale è uno dei passaggi più difficili del colloquio: non deve essere troppo generica, né troppo diretta. Deve collegarsi ai vissuti dello studente e non può fare affidamento solo su elementi linguistici. Dopo la prima domanda il dialogo docente-studente prosegue con domande specchio: cosa intendevi affermando ….? Puoi approfondire? Con tali domande il docente si mostra interessato a quanto lo studente sta dicendo e non effettu...

Resilienza

Ritorna alla pagina di:  Progettazione come azione (da ahmed Shafi, A., Templeton, S., Middleton, T., Millican, R., Vare, P., Pritchard, R. et al. (2020). Towards a dynamic interactive model of resilience (DIMoR) for education and learning contexts. Emotional and Behavioural Difficulties, 25(2), 183–198. I vari modelli sulla resilienza di Daniel et al., Bronfenbrenner, Ungar e Downes hanno ciascuno aggiunto e sviluppato la nostra comprensione della resilienza situata in determinati contesti e hanno portato al nostro modello che, inoltre, attinge alla teoria della complessità. Presentiamo una rappresentazione della resilienza che considera sia le singole agenzie che la gamma di sottosistemi complessi di cui 6 A. AHMED SHAFI ET AL l'individuo è una parte. È probabile che la gamma di sottosistemi interagenti (reciproci) rifletta il contesto particolare, il dominio e le condizioni temporali del sottosistema individuale come suggerito da Ungar attraverso i suoi concetti di equifinalità,...

post-covid

Ritorna alla pagina di:  Progettazione come azione Post-covid I discorsi di questi giorni sembrano analizzare gli stati attuali o del recente passato come se fossero una scelta, come se aumentare la dad fosse per gusto e non per abbassare il carico sui trasporti, e non si colgono invece quei segni di novità, anche piccoli, che erano già presenti nel passato pre-covid e che l’emergenza, l’inatteso, come dice PC, ha solo evidenziato a chi non voleva vederli (e comunque riesce a non vederli). Segni/semi che ci segneranno il futuro. Autonomia degli studenti e ruolo dell’attività . Anche gli insegnanti che stimo e con cui mi sto confrontando sottolineano le deficienze accumulate in questi mesi (che sicuramente ci sono) e non vedono (o se sono onesti se ne accorgono e si meravigliano) cosa invece gli studenti hanno acquisito: cercare di lavorare in autonomia, muoversi su problemi realmente autentici, operare su processi pratici e su contesti informali. E’ possibile fare cose nel mondo ch...

Le variazioni del sistema e delle sue parti

Piaget equilibrazione pag. 60 La parte e il tutto: la stabilità Attivando una somma si nota che una piccola differenza degli addendi può modificare e in modo marginale il risultato finale se la differenza è equilibrata L'essenziale di questa equazione è dunque la conservazione della totalità in quanto tale, che, invece di essere modificata dagli elementi assimilati, nel corso dell' assimilazione conserva la sua struttura. È significativo infatti che in tutti i campi vitali e cognitivi la forma totale sembri più stabile delle sue componenti. Dunque non solo un organismo mantiene la sua forma malgrado un metabolismo continuo, ma inoltre Weiss ha notato che in una cellula il comportamento di insieme “è da un istante all'altro infinitamente meno variabile che le attività momentanei dei suoi elementi”. In un sistema cognitivo qualunque le leggi di totalità prevalgono sulle proprietà mutevoli delle componenti e Pressburger, citato da Tarski, ha potuto anche dimostrare l'esist...

Gagné: Presenting the Stimulus Material

 Gagnè: il quarto evento: Presenting the Stimulus Material (1992) 193 The nature of this particular event is relatively obvious. The stimuli to be displayed (or communicated) to the learner are those involved in the performance that reflects the learning. If the learner must learn a sequence of facts, such as events from historv, then there are facts that must be communicated, whether in oral or printed form. If the learner is engaged in the task of pronouncing aloud printed words, as in elementary reading, then the printed words must be displayed. If the student must learn to respond to oral questions in French, then these oral questions must be presented since they are the stimuli of the task to be learned. Although seemingly obvious, it is nevertheless of some importance that the proper stimuli be presented as a part of the instructional events. For example, if the learner is acquiring the capability of answering questions delivered orally in French, then the proper stimuli ar...

feedback

Il ruolo del feedback per l'apprendimento è stato evidenziato da vari autori e da varie ricerche. Laurillard sottolinea l'importanza del feedback che è elemento centrale dell'interazione docente-studente, ovvero del ciclo della comunicazione del Coversational framework. Elencando le azioni del docente che possono favorire l'apprendimento, propone il seguente elenco: • allineare gli obiettivi dell’insegnante a quelli del discente; • assegnare obiettivi di lavoro che usino concetti e azioni alla portata del discente; • chiarire la struttura dei concetti per supportare l’organizzazione della conoscenza; • costruire un ambiente adeguato per il lavoro; • controllare le azioni dei discenti e l’esposizione dei loro concetti; • fornire feedback significativi (2013, 97). Come si vede, il feedback è uno di tali elementi. Il feedback può essere relativo ai concetti elaborati dagli studenti o ai processi che lo studente attiva. Inoltre non esiste solo il feedback del docente ai con...

ID: ASSURE

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 Modello ASSURE "ASSURE is an instructional design model that has the goal of producing more effective teaching and learning. “ASSURE” is an acronym that stands for the various steps in the model. The following is a breakdown of each step" Dal sito Educational Technology link . E' rappresentato sia come modello lineare, sia come modello curvilineo. Dal sito LINK Dal sito futuristic playground  link

ID: ADDIE

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  Si riportano varie versioni e descrizioni grafiche del modello ADDIE  da: Educational Technology

ID: modello di Gagnè

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